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Non vogliamo altri confini!

Non vogliamo altri confini!

Le voci sono tante ma il messaggio è unico: “Non vogliamo altri confini sul nostro territorio, togliete il filo spinato”. L’appello arriva da Trieste, dove il sindaco Roberto Cosolini ha ricevuto ieri pomeriggio (15 dicembre) un gruppo di sindaci istriani (Buie-Edi Andreašić, Umago-vicesindaco Mauro Jurman, Cittanova-Anteo Milos, Grisignana-Claudio Stocovaz, Verteneglio-Doriano Labinjan, accompagnati anche dalla vicepresidente della Regione Istriana, Giuseppina Rajko e da Umberto Ademollo dell’AdL di Verteneglio) insieme a quelli di Muggia (Nerio Nesladek) e Dolina (Sandi Klunj), per ragionare sull’accelerazione del Gect per una strategia europea comune nell’area adriatica settentrionale.

 

Ma la cronaca e l’indignazione di questi giorni hanno portato a riflettere su ciò che le barriere imposte nel cuore d’Europa significano: “Inutili per i profughi di passaggio – è stato detto -, ma dolorose per le genti del territorio”. Ognuno ha argomentato le proprie posizioni contro l’assurda decisione di mettere il filo spinato dal Danubio al Dragogna.

 

Ne conseguirà un appello congiunto tra Croazia, Slovenia e Italia perché l’Europa invita a un’integrazione che queste terre hanno accettato da tempo e costruito con fatica, e non è possibile tornare sui propri passi. Solo dopo un lungo giro di interventi, il sindaco Cosolini ha proposto un nuovo incontro operativo a fine gennaio, anche alla presenza dei sindaci sloveni, per decidere azioni concrete. Alcune già anticipate dallo stesso sindaco di Trieste: l’inserimento sul portale web che tanto successo ha avuto nella promozione della città, anche delle notizie riguardanti i comuni istriani, per un percorso culturale congiunto, in tema di spettacoli ed eventi, ma che poi andrà esteso a tanti campi del vivere economico e civile. Così la programmazione di Musei civici e Teatro Verdi deve diventare patrimonio condiviso. Negli interventi dei sindaci istriani si avverte l’unità d’intenti su ciò che la collaborazione deve diventare e le tante sfaccettature della sua estensione. Per i rappresentanti di enti ed associazioni, come IRCI, Circolo Istria e Gruppo Skupina 85 (Franco Degrassi, Livio Dorigo, Marino Vocci), che si spendono da sempre per la trasversalità del messaggio e dello scambio tra Istria-FVG e viceversa, “è un giorno da ricordare, il coronamento di un sogno, un’attesa che finalmente raggiunge concretezza”.

 

In conclusione dell’incontro, è stato detto che “il nostro percorso è spesso congiunto pur nelle singole autonomie e questo territorio ci suggerisce di seguire un’unica linea se intendiamo crescere. Con quest’operazione odierna, l’Istria ridiventa entroterra di Trieste e Trieste un riferimento per il resto della nostra area”.

 

Fonte (testo integrale): http://editfiume.com/lavoce/politica/16636-non-vogliamo-altri-confini

Scritto da: Rosanna Turcinovich Giuricin

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